lunedì , 6 Luglio 2020
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SE LO STUDENTE HA GROSSE DIFFICOLTÀ NELLE LINGUE STRANIERE COSA SI PUÒ FARE?

Generalmente il problema è meno evidente nella scuola primaria, perché l’approccio ludico utilizzato in questo grado di scuola è quello adeguato ai ragazzi con DSA. A livello di scuola secondaria, invece, l’apprendimento della lingua straniera per i ragazzi con DSA dovrebbe privilegiare la forma orale rispetto a quella scritta.
Nelle Linee Guida del 2011 al punto 4.4 vi sono alcuni indicazioni utili per quanto concerne l’insegnamento della lingua straniera. 
Se nella diagnosi lo specialista ha indicato che è necessario dispensare il ragazzo dalla valutazione delle prove scritte è bene sostituire tali prove con un’interrogazione orale. Questa modalità non compromette la validità del diploma, in quanto si tratta di dispensa e non di esonero: il ragazzo affronterà comunque tutti gli argomenti, con una semplice modalità di verifica diversa. 
Capita spesso che i ragazzi con DSA abbiano più difficoltà a scrivere, soprattutto nelle lingue non trasparenti. In tal caso è opportuno prestare attenzione alla strutturazione della verifica, in modo da rendere più chiara possibile la consegna, senza agglomerare diverse tipologie di conoscenze in un unico esercizio. 
In generale è buona prassi prevedere una compensazione orale dove l’insufficienza nello scritto sia imputabile al DSA e non alla mancanza di studio.

About Giada Billi

Giada Billi, laureata in Scienze Storiche cum laude all’Università di Bologna e in Psicologia clinica e riabilitativa all’Università di Roma. E’ docente e referente per l’inclusione e contro bullismo e cyberbullismo presso il liceo Torricelli Ballardini di Faenza. Ha pubblicato “rapporti economici tra Italia fascista e Germania nazista durante l’occupazione”per SBC e “Il default islandese” per YCP. E’ socia Mensa Italia dal 2000.

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