sabato , 4 Aprile 2020
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EMPATIA

Secondo la psicologia, l’empatia è proprio la capacità di porsi in maniera immediata nello stato d’animo o nella situazione di un’altra persona, con nessuna o scarsa partecipazione emotiva.

Evitare la partecipazione emotiva serve a non lasciarsi trascinare troppo dalle emozioni degli altri. Ad esempio, se una persona è triste a causa di qualcosa di grave dobbiamo riuscire a comprendere e sentire la sua tristezza ma senza lasciarci trascinare dalla disperazione che può trasmetterci, altrimenti non riusciremo mai ad essere utili per confortarla e per farle ritrovare il sorriso anche solo per un attimo.

Differente è la definizione di empatia nella critica d’arte e nella pubblicità e ciò purtroppo può creare un po’ di confusione. In questo caso infatti l’empatia viene definita come la capacità di coinvolgere emotivamente il fruitore di un’opera d’arte o di uno spot pubblicitario con un messaggio in cui lo stesso è portato a immedesimarsi.

In maniera corretta possiamo parlare dell’empatia come della capacità di comprendere a pieno lo stato d’animo altrui, sia che si tratti di gioia, che di dolore. Empatia significa “sentire dentro”, ad esempio “mettersi nei panni dell’altro”, ed è una capacità che fa parte dell’esperienza umana e animale.

Il discorso sull’empatia è stato approfondito a lungo nell’ambito della psicologia, della sociologia e della psicoterapia, tanto che gli esperti sono arrivati a definire diverse tipologie di empatia, parlando ad esempio di empatia positiva e di empatia negativa rispetto alla capacità di condividere oppure no la gioia altrui.

Empatia positiva

L’empatia positiva si ha quando una persona è capace di partecipare pienamente alla gioia altrui, sa cioè gioire insieme all’altra persona perché è riuscita a cogliere la felicità che l’altra persona sta provando.

Empatia negativa

L’empatia negativa si ha quando una persona non riesce ad empatizzare rispetto alla gioia altrui, ad esempio a causa di esperienze negative vissute in passato che riemergono. Si tratta di una sorta di fuga dalla gioia degli altri.

Empatia interculturale

Esistono altre tipologie di empatia che rientrano negli studi sull’empatia interculturale

Empatia interculturale

Esistono altre tipologie di empatia che rientrano negli studi sull’empatia interculturale

Empatia a scuola

Per migliorare i rapporti tra gli studenti e tra gli alunni e gli insegnanti forse dovremmo seguire anche noi l’esempio danese e introdurre l’empatia come materia scolastica. In questo modo ognuno sarebbe in grado di comprendere meglio gli altri e le loro emozioni. Lo stesso sistema scolastico e i metodi di insegnamento troverebbero basi ben diverse.

Non tutti gli insegnanti sono in grado di mostrare empatia verso i propri studenti e nello stesso tempo esistono diverse difficoltà di relazione tra i bambini e i ragazzi che frequentano la scuola, un insieme di aspetti che rischiano di sfociare nel bullismo.

About Giada Billi

Giada Billi, laureata in Scienze Storiche cum laude all’Università di Bologna e in Psicologia clinica e riabilitativa all’Università di Roma. E’ docente e referente per l’inclusione e contro bullismo e cyberbullismo presso il liceo Torricelli Ballardini di Faenza. Ha pubblicato “rapporti economici tra Italia fascista e Germania nazista durante l’occupazione”per SBC e “Il default islandese” per YCP. E’ socia Mensa Italia dal 2000.

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