domenica , 23 Febbraio 2020
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ICDH

1)ICIDH (International Classification of Impairments, Disabilities and Handicaps)(in uso fino al 1999)· MENOMAZIONE
Per menomazione si intende una qualsiasi perdita o anomalia a carico di strutture o funzioni psicologiche,fisiologiche, anatomiche.
E’ caratterizzata da perdita o anormalità transitorie o permanenti, esistenza o evenienza di anomalie, difetti, perdite a carico di arti, organi, tessuti o altre strutture del corpo, incluso il sistema delle funzioni mentali.
Essa è l’esteriorizzazione di uno stato patologico e in linea di principio riflette disturbi a livello d’organo.Procedura di diagnosi:
La valutazione avviene in ambiente controllato (laboratorio munito di strumenti specifici per la misurazione del deficit).
I criteri di valutazione sono fissi e stabili (ripetibilità della diagnosi)Riflessioni:
– appaiono frequenti le menomazioni nella società.
– la protesi annulla la capacità invalidante della menomazione
– la menomazione non solleva in genere problemi sociali (accettabilità…)· DISABILITÀ
La disabilità si caratterizza per spostamenti, per eccesso o difetto, nella realizzazione di compiti e nell’espressione di comportamenti rispetto a ciò che sarebbe normalmente atteso.
Si parla di disabilità transitorie o permanenti, reversibili o irreversibili, progressive o reversive.
Le disabilità possono insorgere come conseguenza diretta di una menomazione o come reazione di un soggetto, specialmente dal punto di vista psicologico, a una menomazione fisica e sensoriale.
La disabilità si riferisce alla perdita delle capacità funzionali estrinseche (attraverso arti e comportamenti) che per generale consenso costituiscono aspetti essenziali della vita di ogni giorno.
Quindi si parla di disabilità se:
– c’è una menomazione
– la prestazione del singolo, a causa della sua menomazione, è inferiore rispetto alla normale prestazione del gruppo.
Da tale definizione consegue un chiaro problema: diventa necessario calcolare la normale prestazione del gruppo, inoltre se cambio il gruppo di riferimento cambia la valutazione della disabilitàProcedura di diagnosi:
La valutazione migliore sarebbe quella ecologica che richiederebbe l’osservazione diretta della persona nel suo naturale contesto di vita.
Tuttavia essa avviene generalmente in ambiente di laboratorio (ambiente artificiale che simula la possibile situazione abituale del soggetto) o addirittura avviene per “sentito dire”.
Classificazione delle disabilità:
– Disabilità comportamentali
– Disabilità nella comunicazione
– Disabilità nella cura della propria persona
– Disabilità motorie
– Disabilità nell’assetto corporeo
– Disabilità nella destrezza
– Disabilità contestuali
– Disabilità in attitudini particolari
– Altre disabilitàRiflessione:
– La diversità di abilità (disabilità) si caratterizza in modo diverso a seconda dei diversi compiti.· HANDICAP
L’handicap è una condizione di svantaggio vissuta da un soggetto in conseguenza a una menomazione o ad una disabilità che limita o impedisce la possibilità di ricoprire il ruolo normalmente proprio a quella persona (in base a età, sesso, fattori culturali e sociali…).
L’handicap è caratterizzato dalla discrepanza fra l’efficienza o lo stato del soggetto e le aspettative di efficienza e di stato sia del soggetto stesso, che dalparticolare gruppo di cui fa parte.
Lo svantaggio si manifesta in un contesto integrato e competitivo, quando vi è una valutazione per graduatorie.
Lo svantaggio riguarda un soggetto che ha aspettative di prestazione e vuole realizzarle in un contesto competitivo.Riflessione:
– SE C’E’ VERA INTEGRAZIONE C’E’ HANDICAP in quanto si richiede ad un disabile di operare in un contesto normale (integrato e competitivo) senza supporti necessari a ridurre le sue menomazioni. 
2) LIMITI EVIDENZIABILI DALL’ANALISI  DELL’ ICIDH·Le categorie relative a menomazioni, disabilità e handicap appaiono scarsamente definite.
Si evidenziano difficoltà nell’associare alle persone con disabilità una determinata categoria, a volte perché non esiste alcuna categoria che li includa, altre volte per la possibilità di essere inclusi in più categorie.·Le categorie appaiono spesso inadeguate quando l’interesse è quello di descrivere le disabilità di anziani, bambini o di persone con disturbi psichiatrici.·I criteri di valutazione proposti appaiono, soprattutto agli operatori con compiti
a/riabilitazione di persone gravemente disabili, troppo grossolani e non sensibili nei confronti dei piccoli progressi che faticosamente con queste persone si riescono ad ottenere.·Il sistema di classificazione proposto è, secondo alcuni, legato a negative influenze sociali.
La descrizione di una persona in termini negativi  ( “non sa fare questo, non ha abilità…” ) crea ulteriori ostacoli ai processi di integrazione.·Nell’ ICDH vi è la totale assenza di una analisi delle variabili contestuali.

About Giada Billi

Giada Billi, laureata in Scienze Storiche cum laude all’Università di Bologna e in Psicologia clinica e riabilitativa all’Università di Roma. E’ docente e referente per l’inclusione e contro bullismo e cyberbullismo presso il liceo Torricelli Ballardini di Faenza. Ha pubblicato “rapporti economici tra Italia fascista e Germania nazista durante l’occupazione”per SBC e “Il default islandese” per YCP. E’ socia Mensa Italia dal 2000.