lunedì , 5 Dicembre 2022
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“METTIAMOCI NEI PANNI DI…” ATTIVITÀ

La presente attività è pensata per aiutare i ragazzi e le ragazze a mettersi nei panni di un ragazzo o una ragazza che ha una disabilità, cercando di capire le emozioni che prova e le difficoltà di cui fa esperienza.  

Target: Bambini e bambine delle classi quarte e quinte della scuola primaria e ragazzi e ragazze della scuola secondaria di primo e secondo grado. È importante modulare il linguaggio e gli obiettivi specifici rendendoli adeguati all’età degli studenti e studentesse. 

Obiettivi: Stimolare una riflessione riguardo a cosa può provare e sentire un ragazzo o una ragazza con una disabilità e quali possono essere le difficoltà che incontra sia nel contesto scolastico che extra-scolastico.

Su cosa si lavora: Consapevolezza, emozioni, empatia.

Materiali: Fascia, pennarelli, cartelloni.

Indicazioni per i conduttori: Scegliere uno o più volontari che possono partecipare all’esperienza.  Per simulare  la disabilità visiva chiedere di portare a termine un compito, come muoversi per la stanza o cercare dei libri in cartella. Per simulare la disabilità motoria legare una gamba o un braccio prevalente e predisporre un compito da realizzare. Al termine di ogni attività chiedere alla classe come si è sentita nel vedere il compagno o la compagna di classe in difficoltà e cosa secondo loro ha provato la persona che ha svolto l’attività. Approfondire inoltre cosa potrebbero fare i compagni per aiutarlo/a. In seguito, chiedere al diretto/a interessato/a che cosa ha provato quando doveva risolvere o superare un compito quando si trovava in situazione di diffcoltà….se i compagni sono riusciti a mettersi nei suoi panni e motivare la risposta. 

Questa attività può essere svolta anche per altre disabilità come quella cognitiva, ad esempio, proponendo agli studenti e studentesse la visione di un video (esempio:” Forrest Gump “ (1994) film diretto da Robert Zemeckis).

Spunti di riflessione: “Che emozione ha provato il vostro compagno/a?”; “Perché ha provato proprio questa o queste emozioni?”; “Quali sono le difficoltà che può aver incontrato?”; “A cosa può aver pensato?”; “Vi è mai capitato di sentirvi in difficoltà in qualche momento della vostra vita, pensate alle difficoltà transitorie, come la frattura di un braccio o di una gamba”; “Quali potrebbero essere i pensieri relativi ai compagni di classe?”; “Cosa potrebbe fare per ricevere un aiuto se si trovasse in difficoltà?”; “E i compagni cosa potrebbero fare?”.

About Giada Billi

Giada Billi, laureata in Scienze Storiche cum laude all’Università di Bologna e in Psicologia clinica e riabilitativa all’Università di Roma. E’ docente e referente per l’inclusione e contro bullismo e cyberbullismo presso il liceo Torricelli Ballardini di Faenza. Ha pubblicato “rapporti economici tra Italia fascista e Germania nazista durante l’occupazione”per SBC e “Il default islandese” per YCP. E’ socia Mensa Italia dal 2000.