lunedì , 6 Luglio 2020
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COMPETENZA EMOTIVA

La competenza emotiva fa riferimento alle abilità pratiche necessarie per l’autoefficacia dell’individuo nelle transazioni sociali che suscitano emozioni. Nello specifico, implica la capacità di comprendere le proprie e altrui emozioni, di esprimerle, di regolarle e di utilizzarle in modo adeguato nei processi cognitivi e negli scambi sociali. Il costrutto si orienta allo stesso tempo verso:

  • Il Sé (la conoscenza delle proprie emozioni e della loro ambivalenza);
  • Gli altri (saper vedere e riconoscere le emozioni degli altri, saperle regolare in base al contesto, saperle esprimere agli altri).

La competenza emotiva presuppone quindi la presenza di conoscenze (delle proprie e altrui emozioni, delle regole di esibizione, del linguaggio emotivo) e di abilità sul versante del comportamento (come la capacità di esprimere e regolare le proprie emozioni).

Un percorso sulla competenza emotiva si sviluppa su tre direttrici:

  • Riconoscimento: saper discernere gli stati emotivi propri e altrui e saper dare un nome alle diverse emozioni. Il riconoscimento dello stato emotivo di un’altra persona non si traduce necessariamente in condivisione empatica, sebbene ne costituisca un prerequisito fondamentale.
  • Espressione: esprimere le emozioni significa tradurre uno stato interno in segnali visibili e riconoscibili (Barone, 2007). I canali espressivi sono il volto, la postura, l’orientamento, la gestualità, il sistema prossemico a livello non verbale; a questi si aggiungono il tono, il timbro e il ritmo dell’eloquio, in caso di comunicazione verbale. Lavorare sull’espressione significa porre attenzione a come si manifestano le emozioni, all’importanza di farle emergere e agli indici non verbali ad esse associati; 
  • Regolazione: processo che consente agli individui di attingere alle proprie risorse psicologiche per gestire le emozioni negative e quelle positive o le situazioni che le suscitano. Tutte le emozioni possono essere esperite a diversi livelli di intensità. Se il livello è troppo alto, l’emozione può dar luogo a un comportamento disfunzionale (es. distruggo qualcosa perché sono furibondo). Imparare a regolare le emozioni significa acquisire strategie per abbassare l’intensità ad un livello accettabile, o per sostituire il comportamento disfunzionale con uno meno dannoso per me e gli altri (es. Quando sono furibondo, invece di distruggere qualcosa, potrei prendere a pugni un cuscino per sfogarmi, o contare fino a 10, o starmene per conto mio per un po’).

Per un approfondimento si consiglia il testo: Sunderland M. (2005), Aiutare i bambini…a esprimere le emozioni, Edizione Erikson

About Giada Billi

Giada Billi, laureata in Scienze Storiche cum laude all’Università di Bologna e in Psicologia clinica e riabilitativa all’Università di Roma. E’ docente e referente per l’inclusione e contro bullismo e cyberbullismo presso il liceo Torricelli Ballardini di Faenza. Ha pubblicato “rapporti economici tra Italia fascista e Germania nazista durante l’occupazione”per SBC e “Il default islandese” per YCP. E’ socia Mensa Italia dal 2000.