giovedì , 2 Luglio 2020
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SCRITTURA BRAILLE

Di fondamentale importanza è poi l’apporto all’autonomia che le nuove tecnologie possono offrire: dalla capacità di aprire da soli testi e volumi fino a quella di effettuare ricerche su dizionari ed enciclopedie. Ma ugualmente rilevante è il vantaggio offerto dall’accesso multimodaleai documenti. È un aspetto che incide profondamente sui rapporti educativi, sulla responsabilizzazione e sul coinvolgimento diretto degli insegnanti mettendo in crisi la tradizionale delega che purtroppo caratterizza spesso l’inserimento scolastico dei ragazzi ciechi. Ogni testo scritto è sempre disponibile direttamente sia in video che in Braille, e può essere stampato immediatamente in nero e in rilievo. Quindi, verrà esaminato e valutato direttamente dall’insegnante di classe che potrà anche seguire passo passo attraverso il monitor la produzione dell’alunno cieco e quindi farsi carico direttamente del suo percorso educativo, anche se non conosce per nulla il codice Braille. L’insegnante di sostegno potrebbe occuparsi della preparazione dei documenti multimodali e del materiale in rilievo o ingrandito, per collaborare con l’insegnante di classe nell’azione educativa. Egli diventa il principale promotore dell’autonomia personale; il suo compito sarà sempre meno quello di “fare in vece dell’alunno quello che lui non sa fare” e invece di fornire mezzi e strumenti affinché possa sempre più fare da solo

La lettura però non era abbastanza rapida da permettere una sicura comprensione del testo ed i libri, prodotti in tempi molto lunghi, risultavano costosi, voluminosi e deteriorabili.
Le innovazioni tiflopedagogiche apportate da Haüy in favore dell’istruzione dei ciechi si diffusero in tutta Europa, dove si aprirono istituti e centri di educazione speciale che utilizzavano il suo metodo di stampa.

La lettura però non era abbastanza rapida da permettere una sicura comprensione del testo ed i libri, prodotti in tempi molto lunghi, risultavano costosi, voluminosi e deteriorabili.
Le innovazioni tiflopedagogiche apportate da Haüy in favore dell’istruzione dei ciechi si diffusero in tutta Europa, dove si aprirono istituti e centri di educazione speciale che utilizzavano il suo metodo di stampa.

Luis Braille diede una risposta a questi problemi ideando un metodo nuovo di lettura e scrittura: egli costituì un codice di segni strutturati in modo da produrre le lettere dell’alfabeto, i segni musicali, matematici, permettendo l’accesso alle varie forme di linguaggio culturale e scientifico.
Louis Braille diventa cieco per un incidente nel 1812 all’età di tre anni ed entra a 10 anni nell’Istituto dei ciechi di Parigi, uno dei primi al mondo, dove i bambini leggono con il tatto i caratteri dell’alfabeto messi in rilievo con un filo di rame, ma non possono scrivere; imparano semplici mestieri manuali, la domenica passeggiano nel parco legati insieme da una lunga corda.

Braille diventa insegnante nell’istituto e abile organista. Intorno al 1829, a vent’anni inventa un sistema geniale di scrittura e lettura basato sulla combinazione di sei punti in rilievo, che usa anche per la matematica e per la musica (poi perfezionato da Foucault).
Il codice Braille rappresentò l’inizio della vera e grande rivoluzione culturale per i ciechi, poiché permise loro l’accesso ai testi e alla scrittura in maniera diretta e autonoma.

Braille diventa insegnante nell’istituto e abile organista. Intorno al 1829, a vent’anni inventa un sistema geniale di scrittura e lettura basato sulla combinazione di sei punti in rilievo, che usa anche per la matematica e per la musica (poi perfezionato da Foucault).
Il codice Braille rappresentò l’inizio della vera e grande rivoluzione culturale per i ciechi, poiché permise loro l’accesso ai testi e alla scrittura in maniera diretta e autonoma.

Con la composizione dei punti si ottengono sessantaquattro segni. È necessario un solo atto motorio per la percezione e la comprensione della struttura che è prevalentemente geometrica.
Si apre perciò la possibilità di un’istruzione e conoscenza culturale a qualsiasi livello, che comprende anche lo sviluppo della espressività e creatività.Inizialmente questo sistema venne accolto con scetticismo dagli organizzatori ed educatori vedenti perché considerato difficile in quanto profondamente diverso da quello visivo. C’era anche il timore che costituisse un elemento ancor più emarginante per i non vedenti. Attualmente il metodo Braille è utilizzato da tutte le scuole poiché se ne è riconosciuto universalmente il valore.

Strumenti tradizionali per la scrittura Braille
La tavoletta
Lo strumento più semplice utilizzato per scrivere in Braille è la tavoletta. Con essa si utilizza un sistema di scrittura che procede da destra a sinistra, e per la lettura si gira il foglio dal lato opposto, dove la scrittura appare specularmente in rilievo. Il Braille si legge quindi da sinistra a destra, facendo scorrere i due indici sulla riga.
Un lettore che ha raggiunto un certo esercizio raggiunge una velocità di lettura di cinquanta- sessanta pagine all’ora (una pagina di testo in Braille corrisponde a cerca un terzo di una pagina in nero).
La tavoletta consiste in un piano rettangolare su cui sono incise delle scanalature; su di un lato è fissato, tramite delle cerniere, un telaio delle stesse dimensioni. Tra questo e il piano si infila un foglio di carta robusta. Sul telaio si incastra un righello nel quale sono ricavate due file di rettangolini di 7 millimetri per 4. Con un punteruolo si formano le lettere, ciascuna all’interno di una casella. Terminate le prime due righe si sposta il righello verso il basso, fissandolo negli appositi fori del telaio. Si ricomincia una nuova riga e così via, fino al fondo della pagina.

L’importanza del metodo Braille risiede nella sua universalità che permette al cieco di riconoscere, attraverso i puntini in rilievo, tutto ciò che i vedenti leggono con la scrittura e la stampa in nero. Ha assunto quindi un valore di riscatto morale, culturale ed economico.
Questa codifica della scrittura ha reso possibile il recupero intellettivo dei ciechi permettendo loro lo studio e l’aggiornamento. Inoltre per suo tramite, il non vedente è giunto ad una consapevolezza delle sue possibilità e capacità, che fino a poco tempo fa non gli venivano neppure riconosciute. Il Braille ha costituito il mezzo attraverso cui il non vedente ha potuto accedere alle comunicazioni sociali ed al loro significato storico, culturale e scientifico. Sin dall’età scolare il cieco sviluppa, grazie al Braille, le sue capacità espressive e comunicative, essenziali per una corretta formazione della sua personalità e per il potenziamento del pensiero immaginativo. Vi è infatti un approccio diretto con i testi, in modo personalizzato, e viene eliminata la figura del lettore, creando così scambi comunicativi autonomi.

Gli strumenti per la scrittura Braille di tipo tradizionale (tavoletta, dattiloBraille) consentono al soggetto una certa autonomia nell’elaborazione di testi scritti, che poi può leggere e verificare personalmente, ma danno luogo ad alcune problematiche: dispendio di energia fisica e mentale molto elevato. Inserito in un contesto di vedenti il cieco assume, con l’uso di questi strumenti, un ritmo notevolmente rallentato. L’utilizzo di essi, inoltre, richiede che il vedente conosca bene il codice Braille, poiché diversamente non si può realizzare uno scambio. Questi strumenti inoltre richiedono sempre che il testo in nero venga tradotto manualmente dall’insegnante in scrittura Braille, e questo comporta lunghi tempi di preparazione del materiale, e tempi di attesa da parte del bambino cieco. Inoltre questi mezzi tradizionali non consentono di accedere ad un tipo di informazione grafica a cui accede il vedente, come la lavagna, la scritta su un cartellone, la comunicazione sul video.

About Giada Billi

Giada Billi, laureata in Scienze Storiche cum laude all’Università di Bologna e in Psicologia clinica e riabilitativa all’Università di Roma. E’ docente e referente per l’inclusione e contro bullismo e cyberbullismo presso il liceo Torricelli Ballardini di Faenza. Ha pubblicato “rapporti economici tra Italia fascista e Germania nazista durante l’occupazione”per SBC e “Il default islandese” per YCP. E’ socia Mensa Italia dal 2000.

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